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Vittoria

Vittoria tra il Barocco ed il Liberty

Vittoria è il più giovane comune della provincia di Ragusa, ed ha una imposlazione urbanistica prettamente moderna con strade a reticolato che gli conferiscono l'aspetto di una grande scacchiera.

La città fu fondata il 24 aprile del 1607 dalla Contessa Vittoria Colonna, ed è situata in una delle più vaste pianure della Sicilia, chiamata in tempi remoti "Plaga Mesopotamica Sicula", poiché è limitata da due fiumi, l'lppari e il Dirillo.

TURISMO

Posta sulle ultime propaggini meridionali dei monti lblei, alla destra del fiume, Vittoria è un grosso centro di produzione ortofrutticola, di vini e di olio.

La città è stata fondata nel 1607 dalla contessa Vittoria Colonna e conserva quale particolarità una struttura viaria rigidamente articolata a scacchiera.

Iniziamo il nostro itinerario dalla piazza centrale, rigorosamente quadrata, dove si affacciano la settecentesca Chiesa della Madonna delle Grazie (1754 ) e il contrapposto Teatro Comunale di gusto tipicamente neoclassico.

In piazza Ferdinando Ricca troviamo poi la Chiesa Madre, o di San Giovanni Battista, patrono della città.

STORIA

Nonostante Vittoria sia di origini recenti, tracce di insediamenti preistorici, del periodo paleocristiano e bizantino, sono stati trovati a testimonianza di una ininterrotta vocazione abitativa della zona, dalla preistoria alla fondazione della città.

Nel '600 questa zona apparteneva alla contea di Modica, il cui conte Luigi III Enriquez Cabrera, che aveva sposato Vittoria Colonna.

Alla morte del conte, venne mandato nella contea come procuratore speciale, lppolito Richetti, che consigliò alla contessa Vittoria di iniziare la costruzione di uno scalo commerciale, nella zona denominata allora "Costa degli Scoglitti". La contessa aveva interessi sia economici che politici per costruire un nuovo centro abitato (era un periodo nel quale, in Sicilia, si costruivano nuovi villaggi, anche perché, ogni nuovo centro con un certo numero di abitanti, dava al feudatario un voto in più in seno al parlamento regionale) ma, invece che ad un porto isolato, pensava alla costruzione di un villaggio interno, al riparo dalle razzie costiere dei pirati. La contessa, quindi, incaricò della esplorazione di Boscopiano (così si chiamava al tempo l'odierno territorio su cui sorge Vittoria). Paolo La Restia che indicò come luogo migliore per la costruzione del nuovo villaggio la zona delle "Grotte Alte", un po' lontana dal mare e ricca di acque.
Ottenuta l'autorizzazione regia, la contessa diede inizio alla fondazione e al popolamento del nuovo borgo, concedendo ai coloni che andassero ad abitarlo, terre, privilegi, franchigie ed esenzione delle imposte per 10 anni, indennità ai debitori e immunità ai criminali.

ln seguito al sisma del 1693 non molti furono i danni alle costruzioni e ancor meno i morti rispetto alle altre città della Val di Noto. l crolli maggiori interessarono il "Castello" della contessa e la chiesa Madre di S. Giovanni, nella quale perirono 40 bambini, che vi si trovavano per il catechismo.

Oggi Vittoria ha raggiunto un alto numero di abitanti un buon livello economico generale, grazie alla forte volontà dei suoi abitanti di migliorare la propria condizione sociale e l'ottima capacità di adattamento alle idee di rinnovamento, sia dal punto di vista del lavoro sia da un punto di vista politico-sociale (come é provato dalla partecipazione ai moti rivoluzionari preunitari, dalla entusiastica accoglienza riservata a Nino Bixio e alla spedizione garibaldina e da una partecipazione attiva alle lotte politiche e sociali del nostro secolo).

 

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